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su VINOWAY scritto da Daniele Sala

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Marco Vercesi: Interessante realtà dell’Oltrepò
Di Daniele Sala | Mercoledì 14 Novembre 2012 | Published in recensioni

Un Vignaiolo dal carattere schietto, “ruspante”, che ama esprimere le proprie idee in modo diretto e senza troppe diplomazie, un Uomo cordiale, dalla battuta pronta, disposto a stare per ore a parlare del suo Vino, raccontando aneddoti, confrontandosi a ruota libera sul mondo Enoico: questa è una prima sintesi con cui si può “raccontare” Marco Vercesi Vignaiolo.

Ci troviamo a Montù Beccaria, in provincia di Pavia, qui nacque nel 1988 questa Cantina grazie alla volontà di Marco Vercesi e suo padre Pierino, da allora cuori pulsanti dell’azienda sia in Vigna che in Cantina, coadiuvati nella parte commerciale dalla simpatica e trascinante Simona, moglie di Marco, che si occupa della parte burocratica e dell’accoglienza, grazie anche al suo carattere molto conviviale e cortese.

Come accade nelle aziende a conduzione familiare il lavoro da fare è davvero molto, ognuno deve essere versatile e in grado di coprire un po’ tutti i ruoli chiave, con questo spirito e tanta Passione i Vercesi conducono circa 5 ettari di Vigneto, con i quali producono mediamente 16.000 bottiglie all’anno.

“La Natura deve essere assecondata al massimo sia in Vigna che in Cantina”, dietro a questa Filosofia apparentemente semplice si fonda tutto il lavoro di Marco Vercesi, che porta ad abolire quasi completamente la chimica sia nel Vigneto che nella fase di vinificazione, uso esclusivo di lieviti autoctoni ricavati direttamente dalle proprie uve, utilizzo bassissimo di solforosa aggiunta: questi sono alcuni dei “pilastri” imprescindibili con cui si produce Vino in questa Cantina.

A qualcuno potranno sembrare considerazioni semplici o scontate, ma è necessario credere profondamente in questo tipo di approccio per seguire i rigidi schemi imposti da una Filosofia così rigorosa, però quando il proprio animo è in sintonia con la Natura si riesce a entrare in simbiosi con essa, per coglierne le sfumature, i pregi, i pericoli, le evoluzioni, imparando così a sfruttare al meglio le intrinseche potenzialità di un Territorio.

Per Marco Vercesi il “Re” dei propri Vigneti è la Croatina, mentre la “Regina” è lo Chardonnay, accompagnati dalla schiera dei “Principi”: Barbera, Uva Rara, Vespolina (o Ughetta di Canneto), con un ospite d’eccellenza: il Traminer Aromatico.

La produzione è basata su una decina di Vini, fra i quali ci sono ovviamente le tipologie più tipiche dell’Oltrepò Pavese, come Barbera e Bonarda frizzante, ma per capire al meglio le potenzialità Enoiche di Marco Vercesi (così come il coraggio unito, a un pizzico di sana “follia”) bisogna raccontare le sensazioni che si provano Degustando i suoi “cavalli di razza”, che esprimono al meglio come il carattere di un Vignaiolo sia rappresentano dall’animo dei propri Vini.

Partiamo parlando di Croatina, il Vitigno a bacca rossa su cui Marco Vercesi fonda alcuni dei suoi orgogli Enoici, in particolare utilizzandolo nell’uvaggio per la produzione del Buttafuoco e in quello di un Igt che lui definisce amorevolmente come il suo “giocattolo”.

Marco Vercesi e altri 13 Produttori fanno parte del “Club del Buttafuoco Storico”, un’associazione auto-sovvenzionata di Vignaioli che ha deciso di unirsi con un regolamento interno molto rigido, attraverso cui condividere le direttive da seguire per produrre il Buttafuoco nella zona storicamente più vocata, con le quattro Uve classiche tutte coltivate assieme nell’ambito dello stesso Vigneto, da vendemmiare contemporaneamente in una sola giornata, vinificate e affinate assieme in un’unica massa con tempistiche ben precise, con una Commissione di Vigna e una di Cantina che devono certificare l’adempimento di tutti i principi del Club: solo rispettando questo regolamento una bottiglia rigorosamente numerata può essere considerata di “Buttafuoco Storico”.

Marco Vercesi mi ha onorato in anteprima di una Degustazione dell’annata 2007 di questo nobile Vino, il quale verrà messo in commercio nella Primavera 2013, composto da 60% Croatina e il restante suddiviso fra Barbera, Uva Rara e Vespolina, affinato per 4 anni in barrique di terzo passaggio: ne scaturisce un Vino dal grande temperamento, con profumi molto intensi e complessi di frutta rossa sovramatura, ciliegia sottospirito, prugna secca, dolce speziatura con nota vanigliata, in bocca poi si dimostra potente, caldo e strutturato, con una bella morbidezza e una lunga persistenza che richiama in modo deciso le note olfattive.

Il Buttafuoco Storico di Marco Vercesi è coltivato nella Vigna Borlano, su terreni argillosi che favoriscono alcolicità e corpo, un Vino aristocratico che ha eccellenti capacità di affinamento, con avanti decenni di evoluzione in bottiglia in grado di potarlo all’apice delle sue potenzialità, frutto di un Territorio fortemente vocato da secoli per questa tipologia.

Veniamo ora a quello che Vercesi definisce il suo “giocattolo”, ovvero l’Igt Provincia di Pavia Rosso “Re di Bric”, un Vino col quale può divertire il suo animo di Vignaiolo, valutando di anno in anno l’opportunità di farlo, l’uvaggio migliore e il periodo di affinamento in legno.

Il pilastro di questo Vino è la Croatina a cui poi viene affiancato il Merlot per arrotondarne parzialmente il profilo organolettico, su cui spiccano i tannini graffianti del Vitigno autoctono che l’internazionale deve in parte mitigare, offrendo nell’immediato una rotondità superiore.

Nell’annata 2008 sono stati impiegati l’80% di Croatina e il 20% di Merlot, sempre rigorosamente affinati in barrique ognuno separatamente, per un periodo che può oscillare dai 2 ai 3 anni o più, con un assemblaggio finale completamente a discrezione del gusto di Marco Vercesi: il risultato è un Vino piuttosto morbido e rotondo, con una tannicità ancora viva, lunga persistenza e un profilo aromatico molto elegante con note di frutta rossa sovramatura, cioccolato e dolce speziatura.

Marco Vercesi con orgoglio mi ha riservato una preziosa e gradita sorpresa, quella di Degustare un “Re di Bric” addirittura del 1989, che in quegli anni è stato prodotto con Croatina, Barbera e Uva Rara: il risultato è sorprendente, con un colore rubino assolutamente vivo, acidità ancora in grande spolvero, tannini eleganti e un comparto aromatico completamente evoluto su profumi che ricordano il rabarbaro, con sentori terrosi e di humus di bella eleganza, il tutto a confermare le strepitose potenzialità d’invecchiamento dei Vini a base Croatina di questo Territorio.

Veniamo ora all’altro capolavoro della Cantina, ovvero l’Igt Provincia di Pavia Bianco “San Donè”, prodotto con 100% Chardonnay derivante da un clone acquisito direttamente in Francia e impiantato in questa zona d’Oltrepò con lo scopo di produrre un grande Vino bianco: il progetto è perfettamente riuscito.

Vercesi ha una modalità ben precisa per ottenerlo, con metodi assolutamente naturali basati su forti raffreddamenti del mosto mettendo la vasca all’aperto, affinamento sulle fecce in barrique nuove e di primo passaggio, con frequenti e costanti rimescolamenti delle parti solide, opportuno assemblaggio finale, e altri “segreti” assolutamente naturali che fanno parte dell’esperienza Enoica di Marco Vercesi.

Il risultato credo si possa definire senza timore di smentita un “capolavoro”, lo stesso parere è condiviso da altri colleghi del Team di Vinoway che in passato hanno avuto modo di confrontarsi con questo Chardonnay d’autore.

I profumi sono la punta di diamante di questo Vino, con una iniziale connotazione dolce di frutta bianca matura, sentori di pasticceria e di liquirizia che poi col passare dei minuti si evolvono in una vera e propria esplosione di frutta esotica che arriva con decisione al naso.

In bocca manifesta un carattere “maschio”, potente, strutturato, caldo, morbido e dalla lunghissima persistenza, un Vino aristocratico che trova la sua maggior espressività nell’abbinamento con formaggi invecchiati e dall’importante profilo gustativo, oppure lo si può dedicare alla “meditazione”, per cullarsi al meglio nei suoi splendidi profumi e goderne la potenza gustativa.

Sono convinto che in una potenziale Degustazione alla “cieca” con importanti e blasonati Vini bianchi italiani (e anche esteri), il “San Donè” sia in grado di offrire grandi sorprese, mettendosi alle spalle “colleghi” pluripremiati e griffati: per intendersi è un Vino che arriva senza problemi ai 90 punti, probabilmente anche superandoli, con potenzialità evolutive nel tempo davvero notevoli.

Terminiamo ora con un’altra “chicca” Enoica di Marco Vercesi, il “Trama”, ottenuta da Traminer Aromatico il cui clone acquisito in Alto Adige è stato impiantato in Oltrepò dal padre Pierino: ovviamente l’ecletticità ha spinto a non produrre un classico Vino bianco fermo, ma si è preferito puntare su una versione da appassimento realizzato sui graticci, seguito da un lunghissimo affinamento per anni in barrique scolme, fino al momento in cui lo si ritiene pronto all’imbottigliamento.

La versione da me Degustata è del 2005, titolo alcolometrico 18%, nel bicchiere si presenta con un giallo ambrato scuro, i profumi sono di grande intensità e trasmettono sensazioni di frutta secca, uva passa, noce moscata, zafferano, con gradevoli note ossidative che lo rendono accattivante e molto caratteristico.

Al palato è intenso, avvolgente, molto caldo, ma con una freschezza acida ben definita che è in grado di equilibrare l’imponente schieramento di morbidezze, con una leggera dolcezza e lunghissima persistenza.

Il “Trama” è un ulteriore esempio di come Marco Vercesi lasci evolvere i propri Vini assecondando la loro naturale trasformazione, per cui in certe annate questo passito risulta completamente secco, invece nel caso del 2005 presenta un residuo zuccherino più accentuato: si lascia che il tempo, la fermentazione, il legno e l’ossigeno facciano il loro naturale e spontaneo lavoro.

Spero con queste parole di esser riuscito a raccontarvi in maniera incisiva la Filosofia di Marco Vercesi e dei suoi Vini, completamente in sintonia col carattere deciso e genuino di chi li ha creati in Vigna e in Cantina: intensi, originali ed eclettici, non omologati, con un animo singolare e ben definito.

Mi auguro fortemente che tutte quelle persone che sono ancora convinte che in Oltrepò si producano solo Vini rossi frizzanti e leggeri si decidano a cimentarsi in un confronto senza pregiudizi con una realtà che merita rispetto, conoscenza e approfondimento.

La Bonarda è senza dubbio un simbolo di questa zona, ma esistono altri grandi Vini frutto del Territorio, per esempio col Pinot Nero, ma anche con la Croatina che, in purezza o in uvaggio, è in grado di dar vita a nobili risultati come il “Buttafuoco Storico”, orgoglio e vanto dell’Oltrepò che sempre più bisogna far conoscere agli Appassionati.

Marco Vercesi ha dimostrato che con un pizzico di sana “pazzia” Enoica si possano produrre in Oltrepò Vini suggestivi e di pregio anche con lo Chardonnay e il Traminer Aromatico: la Passione e il duro lavoro spesso premiano alcune scelte che possono sembrare inizialmente folli, ma poi gratificate dalla Qualità dei risultati.

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