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“Sulle strade del vino” dal Blog Tovino 05/03/2015


(CLICCA IL TITOLO PER ACCEDERE AL BLOG)Club del Buttafuoco Storico: Marco Vercesi è “uscito dal Gruppo”
Panorama Oltrepò Pavese – Cantina Marco VercesiUn altro piccolo “grande” produttore. Un altro combattente, un bastian-contrario, un ribelle, un uomo senza peli sulla lingua, un gladiatore dell’Oltrepò, un ambasciatore del territorio che trasuda vino da tutte le vene. Lui è Marco Vercesi, il “Re di Bric”.
Il Trovino Wine Tour prosegue…veniteci dietro.
“La più consistente scoperta che ho fatto nella vita è che non posso più perdere tempo a fare vini che non mi va di fare“…cosi recita un “quadretto” presente sul sito web e nella piccola sala di degustazione della cantina di Marco Vercesi, motto personalizzato, ispirato dal film La Grande Bellezza, che fa subito capire la tempra e la personalità del produttore di Montù Beccaria.
E con la citazione di un celebre romanzo, riferita alla sua scelta di come produrre il Buttafuoco rispetto ai canoni del Consorzio, che apro questo breve resoconto dedicato a lui, ai suoi vini e alla densa e piacevole visita in cantina consumata lo scorso sabato pomeriggio.

Accoglienza calorosa, ruspante, semplice, diretta e bilanciata come in un buon vino, in equilibrio tra note dure ma ricche di progressione (Marco) e note più morbide che cercano di portare l’assaggio alla portata di ogni palato (la moglie Simona).
Si inizia con un panorama mozzafiato dell’Oltrepò, che ancora una volta ci ricorda il forziere di cimeli e tesori nascosti di questa terra “di mezzo”, cosi vicina a Milano e ancora oggi non del tutto riconosciuta e apprezzata da eno-turismo e critica enoica (ma qualcosa si sta muovendo..).

La sala degustazione di Cantina Marco VercesiMarco e Simona raccontano del loro modo di fare il vino, della filosofia che contraddistingue il lavoro in vigna e cantina, dell’annata appena trascorsa, difficile ma non impossibile, delle origini lontane nel tempo e del passaggio di consegne tra padre e figlio, animato da visioni diverse, con qualche mugugno, ma basato su quel rispetto che permette di guardare oltre e raggiungere insieme un obiettivo più alto. E Pierino, il padre, classe 25, fa capolino nell’atmosfera idilliaca e rarefatta della sala degustazione e ci racconta il suo “dolore” nel vedere l’uva buttata a terra dopo il diradamento e con occhi sempre vivi e berretto in testa si beve un bicchiere di vino rosso in quella che per un attimo si trasforma in un’osteria di una volta…

Tra una chiacchiera e un’altra, mentre aneddoti ed esperienze si susseguono senza sosta, c’è tempo per un paio di assaggi fatti con calma, a volte ripetuti dopo aver atteso la “misteriosa mutazione” nel bicchiere.
Le barriques di Cantina Marco VercesiIl San Done’ 2013, Chardonnay in purezza da clone francese, fermentazione e maturazione in barrique, selezionati e scelti per avere un prodotto più complesso ed evoluto senza snaturare la qualità delle uve e i suoi sentori primari. Un gran vino, senza dubbio. Un bouquet ampio e profondo, in continua evoluzione. Lo ascolti, lo osservi, lo assaggi con attenzione e lo lasci lì…dopo minuti scopri un altro vino. Altri profumi emergono e conquistano il naso con eleganza francese, note tostate di caffè e tabacco, spezie ed erbe accompagnate da sensazioni affumicate che invogliano all’assaggio, perfettamente bilanciato, grasso, ricco di polpa ma fresco e appagante. Finale lungo, di riflessioni profonde su quello che ruota intorno al tavolo di degustazione.

Si passa all’altro ambasciatore di Casa Vercesi, uno dei nomi di battaglia del produttore, il Re di Bric 2009, uvaggio misto di Croatina all’80% con un 20% di Merlot. Un vino robusto, di grande struttura, tannico ma tenuto a freno dalla morbidezza del Merlot, che lo addomestica senza alterarne le caratteristiche. Tannino importante, setoso, che riempie la bocca di materia, retrogusto impeccabile di mandorle e tostatura, con un finale che si imprime nella memoria..

Marco Vercesi con in mano un volantino di TrovinoMarco parla il dialetto Oltrepadano, può sembrare ruvido all’inizio, ma i suoi vini sanno parlare il “francese” oltre ad esprimere il territorio con semplicità, naturalezza ed eleganza.
L’ambiente è caldo, ci sono foto ovunque, appese alla pareti, alle barrique, sugli scaffali dove riposano le bottiglie; animano l’ambiente del calore di una famiglia sempre pronta a condividere i frutti della propria terra, senza guardare l’orologio…anche perchè dei tre presenti, ipoteticamente impostati sull’ora di altre città del mondo che iniziano con “Mont”, non ne funziona nemmeno uno:)….forse è arrivato il momento di ripartire, le luci si stanno spegnendo e l’oscurità presto avvolgerà questa terra bellissima con il suo silenzio..

Ma c’è sempre tempo per tornare…

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